I.T.A.C.A.    Presentazione

 

Terapia, educazione, benessere:

un aiuto che viene dagli animali e dalla natura

Nella storia dell’uomo, fin dai tempi più remoti, l’animale costituisce non solo un aiuto essenziale per la sopravvivenza, ma anche uno stimolo costante sul piano emotivo e immaginativo, presente in fiabe, leggende, rappresentazioni simboliche o artistiche.

Nei miti di popoli diversi, lontani tra loro nel tempo e nello spazio, gli animali sono spesso il veicolo o l’incarnazione della divinità, custodi dei misteri, guide spirituali nei riti iniziatici, intermediari quindi tra l’umano e il divino.

Dopo aver vissuto per milioni di anni in contatto con la natura, solo da pochi secoli l’uomo ha sviluppato l’industria, le città, e tutti i complessi vincoli sociali ed economici che ciò comporta. Lo stress psicologico che ne deriva fa pensare che non ci siamo ancora completamente adattati alla vita cittadina, che abbiamo ancora bisogno, non solo fisicamente, delle boccate di ossigeno, che la natura offre.

La vicinanza emotiva agli animali ci porta alle radici istintuali del nostro essere, ci aiuta a mantenere vivo il contatto con la ricchezza, la creatività e la spontaneità di un mondo interiore non soggiogato al rigore della logica o al conformismo delle convenzioni.

E' probabile che proprio da queste esigenze sia nata la Pet Therapy, meglio distinta in A.A.A. (Attività Assistite da Animali) e T.A.A. (Terapie Assistite da Animali). Introdotta negli Stati Uniti negli anni cinquanta, la pet therapy si è ormai evoluta in una scienza con caratteristiche e obiettivi specifici, in cui animali rispondenti a determinati requisiti sono parte integrante di trattamenti volti a favorire il miglioramento delle funzioni emotive, sociali e cognitive. Gli interventi sono studiati e realizzati da équipe multidisciplinari, i cui componenti apportano ognuno la propria specifica competenza professionale. Si tratta di una co-terapia dolce che, affiancando i consueti trattamenti, li integra e coadiuva, rivelandosi valida nell’incrementarne l'efficacia.

Anche il linguaggio verbale, conquista irrinunciabile ed esclusiva della nostra specie, non è l’unico modo che abbiamo di comunicare. Come ci insegnano gli animali, e confermano gli studi etologici e psicologici, il linguaggio del corpo è almeno altrettanto importante e praticamente insostituibile nell’esprimere sensazioni ed emozioni: la smorfia di dolore che compare inconsapevolmente sul viso se, ad esempio, ci si scotta una mano, è senza dubbio più comunicativa di qualunque discorso.

Nel mondo occidentale moderno, la supremazia della logica e del ragionamento sulla fantasia e sull’emotività hanno portato a trascurare i linguaggi non verbali e le realtà interiori che si esprimono prevalentemente attraverso di essi, creando spesso uno squilibrio nella personalità, una scissione tra come ragioniamo e come sentiamo.

La comunicazione non verbale è inoltre un valido strumento per entrare in contatto con persone con difficoltà di linguaggio. E' perciò essenziale, nel lavoro educativo e terapeutico con questi pazienti, sviluppare interventi che privilegino gli scambi non verbali, stimolando nel contempo l’espressione e la partecipazione emotiva, come avviene nelle attività legate agli animali, alla natura e ai mestieri della tradizione contadina.

Nella vita dell'uomo, così come nell'evoluzione della specie l'acqua rappresenta un elemento primario, che ci riporta a fasi preverbali e prelogiche dell'esistenza. Quando ci si immerge, essa esercita su tutto il fisico una pressione costante, che migliora la consapevolezza dell'io corporeo e sostiene il peso, donando fluidità e regolarità ai movimenti. L'esperienza acquatica, sotto una guida esperta, diventa un momento di gioia e rilassamento, mobilita percezioni, emozioni e sensazioni poco presenti nella vita quotidiana e costituisce uno stimolo significativo all'evoluzione personale.

Su tutti questi elementi si basano i programmi proposti da I.T.A.C.A., che si riallacciano alle linee di ricerca già sviluppate all’estero fin dagli anni ’70 e che, dal 1993, vengono portati avanti in Italia da un’équipe di psicologi, pedagogisti, educatori e psicomotricisti, ecc. Si tratta di progetti educativi e terapeutici che, oltre a trattamenti più tradizionali di riabilitazione, psicoterapia e counseling, prevedono attività acquatiche, sessioni con gli animali, sia in piscina che a terra e esperienze legate all’ambiente naturale e ai mestieri tradizionali.

In base ai dati raccolti e alle osservazioni cliniche effettuate, i risultati appaiono incoraggianti.

Per le persone che soffrono di disturbi dello spettro autistico, la profonda risonanza emotiva che suscita il contatto con l’animale e con l'acqua sembra contribuire, con il supporto di un adeguato lavoro educativo e terapeutico, a far evolvere la consapevolezza di sé e l'interesse per il mondo esterno e per gli altri, migliorando l'umore, le capacità di comunicazione e la continuità dell'attenzione.

Ma anche per ognuno di noi, che soffre di stress o disagi esistenziali, sperimentare interazioni non verbali con gli animali, l’acqua e la natura rappresenta un valido strumento per entrare in contatto con il mondo interiore, e suscita vissuti preziosi, che un corretto lavoro di sostegno psicologico può contribuire ad integrare nella psiche individuale equilibrandola e arricchendola.

L’associazione I.T.A.C.A pertanto, avvalendosi della preziosa collaborazione di Università, ASL e altri Enti e Istituti pubblici e privati, promuove, da quasi quindici anni, sia programmi educativi, terapeutici e di sostegno psicologico a favore di persone diversamente abili o  sofferenti di disagi esistenziali, sia attività di formazione, studio e divulgazione. 

Eccone un breve elenco:

Ed. 10/2007

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NOTA: I programmi con l’ausilio dei delfini sono sospesi dal 2002 a motivo di problemi organizzativi dei delfinari. Attualmente nessun delfinario in Italia ospita immersioni di disabili, pertanto le relative iscrizioni sono chiuse.

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